Telegram, l’applicazione che spaventa Whatsapp

Prosegue la sfida di Telegram a Whatsapp, a colpi di funzionalità in grado di attirare ogni tipologia di utenti.

Whatsapp, è ben noto, è ad oggi il servizio di messaggistica istantanea più usato al mondo, motivo che lo ha portato nell’orbita di Facebook, che ha acquistato il servizio ormai da qualche anno. Il risultato è stato quello di rendere uno dei concorrenti di Whatsapp, Messenger di Facebook, non più un vero e proprio rivale, al punto da far presagire una futura unione di questi servizi, insieme anche ai Direct di Instagram. Chi resta quindi a insidiare il trono?

Mentre nella sola Cina spopola WeChat, il resto degli utenti globali continua a scoprire le numerose funzionalità di Telegram, decisamente non solo un semplice sistema di messaggistica istantanea, ma un vero e proprio alleato per la propria presenza in rete. Tanti sono i trucchi e i suggerimenti per chi usa Telegram validi sia per i privati che per le molte aziende che si stanno affacciando in questa nuova realtà, ce ne parla Giorgio Caruso, esperto di marketing, in questo articolo.

Telegram – Gli inizi

Telegram è approdato su smartphone, tablet e pc nel 2013, portando con sé delle funzionalità già all’epoca molto desiderate dagli utenti degli altri servizi di messaggistica. In primis un maggiore controllo delle proprie conversazioni, con la possibilità di cancellare e modificare messaggi da entrambi i lati della chat, ma anche per quanto riguarda la privacy, con la possibilità di rendere pubblico unicamente il proprio nickname, senza la necessità che l’altro utente conosca il proprio numero di telefono.

Una situazione ideale per quello che è l’altro cavallo di battaglia di Telegram, la presenza di gruppi con un limite di persone che all’epoca soprastava di gran lunga quello di Whatsapp, attirando verso di sé aziende e istituzioni, per la capacità di utilizzare Telegram come una vera e propria newsletter.

Un mondo di bot

Tra le funzionalità più amate di Telegram troviamo i bot, degli account creati dalla rete per rispondere a determinate esigenze.

Ricordate su MSN Messenger di Windows Doretta, il bot con cui chattare? Anni dopo Telegram ha portato questa esperienza a un nuovo livello, con bot davvero di ogni tipo, da quelli utili a quelli simpatici, fino a bot utilizzati per giocare in compagnia.

Possiamo quindi trovare sia bot che si occupino di trascrivere i nostri messaggi audio, sia account creati al solo scopo di diffondere insulti goliardici attraverso la nostra chat di gruppo, fino ad arrivare a una perla come WerewolfBot, che porta su Telegram l’esperienza del gioco da tavola in Italia noto come Lupus in Tabula (un gioco di tipo investigativo, dove accusare e cercare il colpevole attraverso la chat).

Insomma, davvero un mondo di bot, amplificando l’esperienza utente in ogni direzione.

Non poter fare più a meno di Telegram

Forse è questo che spaventa di Telegram, come detto nel titolo di questo paragrafo: non poterne più fare a meno. Se domani chiudesse Whatsapp basterebbe un qualsiasi sistema di messaggistica istantanea, ma determinate funzioni di Telegram sono entrate nel nostro uso giornaliero, trasformandolo nel perfetto compagno della nostra esperienza utente.

Questo perché anche le funzionalità più semplici di Telegram sono molto gettonate: un esempio è la capacità dell’applicazione di non diminuire la qualità delle foto inviate ai nostri contatti, molto importante nell’epoca in cui le nostre foto finiscono inesorabilmente sui vari social network, da Facebook a Instagram.

Per non parlare della funzionalità desktop, con il servizio che permette di accedere senza problemi da qualsiasi browser, senza necessità che il nostro smartphone sia collegato al browser stesso in alcun modo. Una vera comodità per chi utilizza spesso il computer per lavoro.

Non solo, la presenza di gruppi di ogni tipo è parte degli utenti di Telegram: gruppi e canali dedicati a sconti, offerte, segnalazioni di prezzi folli sono solo la punta dell’iceberg di un mondo che continua a muoversi nei meandri di Telegram.

Per questo la risposta al “Se Telegram domani sparisse?” è molto più difficile rispetto al porla con Whatsapp come protagonista. Così, mentre l’app di Facebook prosegue a inserire funzionalità, cercando anche ispirazione in quello che realizza Telegram, all’applicazione dell’aeroplanino bianco resta la soddisfazione di aver sì meno utenti, ma che difficilmente scambierebbero la propria esperienza utente dopo aver tastato con mano i vantaggi di Telegram.

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